Il Kipplauf è un’arma particolare, che oggi tutti i cacciatori hanno la possibilità di ammirare nelle rassegne e manifestazioni fieristiche nazionali ma che in passato era conoscenza quasi esclusiva dei cacciatori alpini.
È carabina, monocanna, basculante, preferibilmente leggera; ma perché queste caratteristiche così specifiche? Conosciamola meglio.
La genesi di questa carabina è diretta conseguenza della storia europea e della caccia nel vecchio continente e nulla ha a che vedere con gli express nati ed affermatisi per le cacce coloniali. Il kipplauf nasce per soddisfare le esigenze delle cacce alpine costituite da lunghe ed impegnative camminate su pendici scoscese; nasce perciò e continua a vivere come un “attrezzo tecnico da montagna”.
In montagna nell’ottocento si cacciava con le doppiette a canna liscia, insidiando i mammiferi più grandi con caricamenti a pallettoni. Questo evidentemente comportava l’ovvia difficoltà di arrivare abbastanza vicini ai selvatici da poter esplodere dei colpi risolutori.
Al termine della prima guerra mondiale, molte armi militari finirono nelle mani dei cacciatori e con queste armi che sparavano a grandi distanze e con eccellente precisione si ottenevano ottimi risultati. Veniva però meno la possibilità precedentemente consentita di sparare ad una lepre o magari ad un forcello che si involava.
Perciò si iniziarono a realizzare fucili combinati dotati di una o due canne lisce ed una rigata.
Parallelamente la stessa attività venatoria si votava alla specializzazione e carabine sempre più specialistiche si affacciavano all’orizzonte anche se con costi non sempre accessibili. Il raggiungimento di un superiore benessere sociale permise definitivamente l’affermarsi del kipplauf.
Il kipplauf è costruito con una meccanica meno ingombrante degli altri fucili in ottemperanza alla evidente esigenza che il cacciatore di montagna abbisogna di un’arma il più possibile leggera, viste le difficoltà intrinseche dell’ambiente in cui si muove. Inoltre la maggior parte di questi basculati può essere con immediatezza smontata e riposta nello zaino permettendo al cacciatore di trasportare il suo peso in un unico contenitore a spalla ben bilanciato.
Le doti balistiche sono eccellenti, poiché avendo un’unica canna la stessa non è vincolata da bindelle ad altre canne l’acciaio è perciò libero di dilatarsi con migliore uniformità. Le caratteristiche devono comunque essere votate alla semplicità, perché se lo si immagina, riccamente dotato di accessori metallici (cartelle ecc.) tipo express siamo fuori strada. Su questo genere di arma non occorrono affatto e sono solo peso inutile.
Per ciò che concerne i sistemi di mira, pur essendo dotate di organi di mira metallici, queste carabine per la lunghezza dei tiri per le quali sono progettate, privilegiano della combinazione con buone ottiche. Importanti sono quindi gli attacchi presenti sull’arma dai più fini “ad incastro”, a molti altri più economici ma egualmente efficaci.
Gli estrattori dei kipplauf generalmente sono di tipo manuale, essendo poco utile per l’unico colpo da sparare l’espulsione automatica del bossolo, tanto più che molto spesso il bossolo lanciato a qualche metro in montagna potrebbe divenire irrecuperabile.
Tradizionalmente i migliori costruttori di questo tipo d’arma sono gli austriaci e i tedeschi. Glie lo dobbiamo se non altro per la tradizione e l’esperienza accumulata. Ma anche in Italia molti valenti artigiani hanno sempre prodotto armi di tutto rispetto.
Negli ultimi anni anche alcune importanti aziende nazionali si sono cimentate nella produzione di kipplauf producendo modelli veramente significativi.
I munizionamenti
Non fosse altro che per la loro leggerezza non possiamo pensare che queste armi possano essere camerate con un .600 NE. La selvaggina per le quali sono nate e si sono sviluppate, capriolo e camoscio in particolare, abbisognano spesso più di calibri radenti e veloci per distanze di tiro di 250 ed anche 300 metri, piuttosto che di elevata potenza. Perciò a seconda del peso della palla necessaria si utilizzano calibri che partono dal .222 Rem fino al 7 mm Rem. Quindi .223 Rem, .243 Win, 6,5×57 R, 6,5x68R, .25-06 Rem, .270 Win, .270 Weatherby, 7x65R.
Esistono casi nei quali alcuni modelli sono camerati con .375 H&H ma sono sovradimensionati per la fauna alpina.
Pur essendo armi specialistiche tutti cacciatori nel loro girovagare nelle fiere di settore sono inviati ad avvicinarsi agli espositori e chiedere per acquisire un una maggior cultura sulla storia e sulla tradizione di queste armi.
Alessio Ceccarelli






















































