Quando si sceglie un’arma, una componente importante che ci prende per mano e ci accompagna nell’acquisto è il fascino e la suggestione che la stessa suscita in noi. E se riusciamo ad associare il freddo oggetto alla storia della caccia, nulla supera in emozioni la doppietta ad avancarica.
Quando si parla di doppietta ad avancarica non dobbiamo pensare ad un fucile superato ed inidoneo a qualsiasi uso, al contrario, ad un’arma efficiente ed ancora in produzione, efficace sia nell´attività venatoria che nel tiro in genere.

Questo tipo di fucile certo non sarà mai apprezzato dallo “sparatore incallito” o da chi cerca sempre il massimo dell´efficienza nell´abbattimento della preda, ma invece sarà tenuto in considerazione dal cacciatore classico che oltre al tiro in senso stretto è affascinato da tutto quello che circonda l´arma stessa; quindi anche dal modo e dalla pazienza necessari per preparare al tiro una doppietta ad avancarica che oltrettutto presenta ad oggi doti balistiche tutt´altro che inefficienti. Diciamo pure che questo è un fucile che ha un fascino tutto suo.
Anche l´utilizzo di questo fucile si dimostra poi in effetti molto meno problematico rispetto a quanto uno possa credere anche se è necessario, rispetto agli altri avere doti di pazienza maggiori e soprattutto essere sempre molto cauti nelle fasi di carica che possono presentare dei rischi. Questo tipo di doppietta che tutt´ora viene costruita e commercializzata, rappresentano ancora un´ottima arma sia per l´attività venatoria, che per il tiro ed anche le fasi di caricamento non sono più complesse e macchinose come una volta.
Sparare con un fucile ad avancarica non cambia molto rispetto al retrocarica; cambiano ovviamente le procedure che portano al tiro ovvero le fasi di caricamento, manutenzione e pulizia, bilanciamento dell´arma ed ovviamente la celerità di tiro.
Fatta eccezione per queste procedure che possono o meno a seconda dei gusti rappresentare un problema, la doppietta ad avancarica dal punto di vista balistico, se caricata in maniera adeguata, poco o nulla ha da invidiare alla doppietta moderna di identico calibro.
La differenza sostanziale dal punto di vista balistico risiede nella notevole differenza tra le polveri moderne per il caricamento delle cartucce da retrocarica che garantiscono forte velocità e la progressività della polvere nera.
Ma con l´avancarica avremo ugualmente ottime portate effettive, ottima precisione e rosate che mantengono la stessa conformazione di quelle che si ottengono con le cartucce di nuova generazione.
Caratteristica evidente della doppietta ad avancarica rispetto a quella a retrocarica è il diverso bilanciamento; il peso è più spostato in avanti soprattutto a causa delle canne che hanno un acciaio più spesso e quindi richiedono una postura di tiro leggermente diversa.
Alcune aziende hanno risolto il problema portando la canna dai classici 71 cm a 65-66 cm; ciò comporta riduzione del peso, maggiore maneggevolezza e prestazioni che subirebbero un calo minimale.
La polvere nera, meno istantanea nella combustione e quindi molto più progressiva, provoca un basso rinculo e quindi minor spostamento e minor tempo per riprendere la mira per il secondo colpo. Questo è vero fino ad un certo punto poiché la fumata della canna può anche nasconderci per un attimo la preda.
Rispetto alle doppiette ad avancarica di vecchia fabbricazione quelle moderne hanno una maggiore robustezza complessiva poiché la moderna lavorazione dell’acciaio consente una riduzione del materiale utilizzato a parità di resistenza.
IL TIRO
Il tiro ad avancarica è meno immediato degli altri fucili in quanto c´è sempre una frazione di secondo che passa tra la percussione esercitata dai cani esterni e lo sparo effettivo.
Si verificano poi casi in cui i colpi non partono ovvero la famosa “cilecca”; se si verifica ciò prestare la massima attenzione, restare in linea di tiro per almeno altri dieci secondi; dopodichè si deve scaricare l´arma dalla bocca estraendo borra, pallini e polvere. I dieci secondi di attesa servono per garantire il cacciatore che la cilecca è effettiva perchè nel caso in cui la polvere esploda a distanza di pochi secondi il colpo partirebbe ugualmente con conseguenze drammatiche per l´utilizzatore.
MANUTENZIONE E PULIZIA
Fattore estremamente importante per la doppietta ad avancarica è la sua pulizia. Al termine di una battuta di caccia le canne vanno sempre lavate con acqua calda utilizzando solventi specifici che sciolgono e permettono l´eliminazione della polvere nera. Le canne vanno poi passate con olio apposito che dovrà poi essere rimosso con apposito panno asciutto e pulito prima che si effettui una nuova ricarica.
Se l´uso è poi continuativo nell´ambito del tiro o di impegnativa battuta di caccia è importante comunque pulire la canna passando nella stessa una pezza appena impregnata di solvente con una frequenza non maggiore ai 10 colpi; questi accorgimenti sembrano banali ma servono per garantire un´arma più efficiente, sicura ed affidabile nel tempo.
E´ noto che la velocità dello sciame dei pallini sparati con la doppietta ad avancarica è più ridotta rispetto al retrocarica, ma si potrà sempre controbilanciare la forza cinetica che si sviluppa durante il colpo agendo sulla scelta del pallino. Per i tiri abbastanza corti si consigliano pallini n° 7, per quelli più lunghi n° 6. Così facendo avremo un minor effetto di freno all´avanzamento del pallino da parte dell´aria mantenendo una velocità costante a tutto vantaggio della forza cinetica e della capacità di penetrazione del pallino nella preda.
FASE DI CARICAMENTO
Come già accennato la fase sopraindicata rappresenta la “croce e delizia” per il cacciatore a seconda dell´impostazione mentale e caratteriale dello stesso.. Per effettuarla è necessario seguire le seguenti procedure:
•lubrificare le canne con idoneo solvente avvalendosi sempre della bacchetta e panno sempre pulito ed asciutto;
•porre il fucile in posizione verticale ponendo la canna verso l´alto e versando la polvere da sparo nella giusta quantità;
•inserire tramite bacchetta il borraggio fino a farlo aderire perfettamente al propellente con la funzione di dividere la polvere dai pallini e permettere maggiore funzione ammortizzatrice riducendo la deformazione del pallino all´atto dello sparo;
•inserire in canna la corretta dose di pallini;
•provvedere all´inserimento del dischetto di chiusura.
La fase è completata ma mentre si effettuano queste operazioni si raccomanda di tenere il viso lontano dalla canne, mai sulla sua verticale, onde evitare gravi danni fisici in caso di partenza accidentale di un colpo; è un eveneto che può rarissimamente verificarsi a causa della pressione esercitata con la bacchetta nell´inserimento dei vari componenti della carica che può portare al surriscaldamento della polvere da sparo.



La regolarità del tiro dipende sempre dal caricamento e quindi una volta individuata la dose giusta dei componenti si consiglia di mantenerne sempre la stessa quantità per ottimizzare al massimo il rendimento dell´arma. Essendo un’arma scarsamente conosciuta è importante diffidare della miriade di consigli della serie “… mio nonno mi raccontava che si faceva così” e farsi affiancare da un moderno tiratore che ben conosce gli elementi che caratterizzano l’avancarica moderna.
Forse nessun fucile come la doppietta a retrocarica può far rievocare le cacce degli anni che furono e farci rivivere le emozioni dei nostri antenati cacciatori, ma una precauzione ci preme sottolineare: se volete avvicinarvi a quest’arma, acquistatene una nuova perché il costo è accessibile e non immaginate lontanamente di rimettere in funzione l’arma del bisnonno che sta sopra il camino; lasciatele a svolgere la funzione decorativa, perché potrebbe essere troppo pericoloso.
Alessio Ceccarelli







































