Sensibilizzati dalle segnalazioni sempre più pressanti degli agricoltori e delle loro associazioni e dalle iniziative di controllo numerico dei cinghiali predisposte da molti Enti in giro per l’Italia, ALLA PROVA DELLA PASSIONE ha voluto questa volta documentarsi e provare prodotti attrattivi per il cinghiale, capaci di agevolare l’attività di controllo della specie.
Non avendo particolare dimestichezza con la chimica applicata alla caccia, largamente studiata nei paesi del nord Europa e con l’effettiva resa e modalità d’utilizzo, ci siamo rivolti ad un esperto della materia, Enrico Resta, prima utilizzatore sperimentale e poi commercializzatore di specifici prodotti, attraverso la sua nota azienda Trophy Hunt.
Enrico, giovane e dinamico piemontese, grande appassionato ancor prima di eccellente imprenditore, ha fatto della curiosità e della ricerca del particolare uno stile di vita e ama sperimentare a fondo prima di commercializzare i propri prodotti.
Così, ospiti suoi, lo bombardiamo di domande.
D. Esistono prodotti creati appositamente per invogliare gli animali a frequentare certi luoghi?
R. Si, ne esistono, hanno caratteristiche diverse e sono in particolare mirati ad attrarre certi animali verso specifici luoghi. Ne esistono per tutti gli ungulati, ma quelli più utilizzati in Italia, anche nell’ottica del contenimento della specie predisposto da molte amministrazioni, sono quelli per il cinghiale.

D. Ma come funzionano: si distribuiscono sulla zona prescelta e il gioco è fatto?
R. Sarebbe così se parlassimo di un video gioco, la natura per fortuna è totalmente diversa. La stessa costanza e passione che mettiamo cacciando un beccaccia serve anche qui e occorre la conoscenza assoluta del selvatico.
Non è sufficiente l’utilizzo di esche aromatiche o attrattivi alimentari per avere successo; è fondamentale la capacità di lettura dei segni di presenza degli animali sul territorio.
Visite giornaliere dei boschi per conoscere i trottoi, le lestre, gli insogli e le loro piante preferite, ci permettono di sapere dove sono stati gli animali la notte precedente, quanti erano e magari anche sapere cosa hanno mangiato.
D. In questo modo, quindi, monitoriamo le abitudini degli animali alla stessa stregua di quello che fanno i cacciatori alcuni giorni prima di organizzare le battute di caccia?
R. Certo, ma per conoscere bene il cinghiale bisogna averlo cacciato per anni. Per raggiungere, certo, risultati sono stati fatti molti studi nei Paesi Nord europei che hanno portato allo sviluppo di un prodotto di origine naturale con un forte potere attrattivo per i cinghiali, il catrame vegetale, ovvero un derivato della lavorazione del carbone che, grazie al suo forte e persistente odore, attira gli animali nel luogo da noi prescelto. È di facile utilizzo; è sufficiente spalmare il “catrame”, che ha una consistenza simile al miele, sulle piante dove gli animali abitualmente si vanno a strofinare, per tutta la circonferenza della pianta dalla radice fino ad un’altezza di 70-80 cm.
D. E il gioco è fatto?
R. Bèh non dimentichiamoci la necessaria nostra costanza. Gli animali troveranno una forte tentazione di andare a sfregarsi; oltre che per il richiamo olfattivo, il catrame diventa indispensabile per i cinghiali grazie al forte potere antibatterico che dà una sensazione immediata di piacere, così gli animali torneranno tutti i giorni.
Se vogliamo essere più incisivi con i cinghiali, oltre al catrame diamogli da mangiare quello che a loro veramente piace, quindi tutto attorno alla pianta trattata spargiamo del mais (magari con qualche additivo). In questo modo gli animali passeranno delle ore a strofinarsi e a mangiare con una frequenza al limite del quotidiano.
Continuiamo ad incalzarlo – perciò a questo punto siamo pronti per lo sparo?
Se avremo lavorato bene, gli animali verranno decisi e solo quando ci accorgeremo che la frequentazione avrà una cadenza giornaliera potremo andare ad agire sull’orario di pastura, modificandolo in base alle nostre esigenze per mezzo di pasturatori automatici temporizzati.
Distribuendo quantitativi ridotti di alimenti ad orari costanti tenendo sempre conto della luce, ovvero alba o tramonto (anche in funzione delle vostre possibilità), condizionerete gli animali a recarsi nei luoghi e all’orario da voi scelto.
D. Quindi questo strumento può effettivamente coadiuvare coloro che, come volontari, operano con le amministrazioni per il contenimento della specie?
R. Bèh.. partiamo da un assunto. L’obiettivo è il contenimento della specie. Per far questo le amministrazioni anche fuori dal calendario venatorio organizzano gruppi di cacciatori che si rendono disponibili per piccole battute di contenimento, coordinati da guardie volontarie e provinciali. Organizzare tutto questo personale non è semplice e occorre dare all’azione venatoria il massimo della efficacia possibile, per abbattere il costo sociale dell’attività.
Comunque costanza e conoscenza della specie.
Sempre e comunque – risponde il simpatico Enrico congendandoci.
Sulla strada del ritorno riflettiamo sulle informazioni fornite da Enrico, considerando che alla fine questi prodotti, studiati e sperimentati per scopi venatici in paesi dove i cacciatori sono meno vessati che da noi, possono risultare di utile ausilio per il contenimento controllato della specie.
Coloro che fossero interessati ai prodotti attrattivi della Trophy Hunt possono trovarli ed acquistarli su www.cacciashop.it/trophyhunt/


































