Il video del Presidente Nazionale di Federcaccia Buconi ove puntualizza il punto di vista di Fidc su sulla nascita della Associazione Agrivenatoria Biodiversitalia.
Il video del Presidente Nazionale di Federcaccia Buconi ove puntualizza il punto di vista di Fidc su sulla nascita della Associazione Agrivenatoria Biodiversitalia.

Turismovenatorio.it è ormai il più affermato sito internet per poter trovare in giro per l’Italia e per il mondo opportunità venatorie da cogliere e gustare. Da oggi Turismo Venatorio assume una sua prima funzione specialistica volta ad informare e fornire occasioni di caccia per tutti coloro che sono appassionati di caccia alla selvaggina migratoria. Dalle grandi oche sino alla piccola allodola passando per anatre, colombacci, tortore e tordi e privilegiando naturalmente i migratori che appassionano la maggior parte dei cinofili beccaccia, quaglia e beccaccino.
Il nuovo sito www.cacciaallamigratoria.it, raccoglie molteplici opportunità di caccia in particolare per l’Italia e l’Europa e si potranno scoprire destinazioni vicine a casa in territorio nazionale come decidere di uscire dal bel paese, per raggiungere mete un po’ più esclusive ove magari cacciare selvatici, quali le oche, non consentiti Italia.
Tante possibilità quindi, oltre al territorio nazionale, per la caccia nei paesi balcanici, nei paesi dell’est, in Scozia e nella penisola iberica, per la soddisfazione dei cacciatori.
Il sito www.cacciaallamigratoria.it non è una agenzia di viaggi ma un raccoglitore di opportunità venatorie, di pacchetti predisposti da tanti operatori e riserve italiane ed estere, che intendono proporre la loro attività e servizi informativi ai cacciatori.
Per questo da oggi ….. buona migratoria a tutti.
Gli operatori che intendono proporre la loro attività in www.cacciaallamigratoria.it possono inviare una richiesta di contatto all’email gestione@turismovenatorio.it per essere ricontattati ed avere tutte le informazioni utili alla loro presenza.

Con questa ordinanza del tribunale civile di Roma si riconosce la piena legittimità di chi esercita l’attività venatoria, unitamente all’attività delle associazioni venatorie e del loro operare.
La sentenza funge anche da monito nei confronti di coloro, che dissenziendo dalla caccia, lo manifestano superando il diritto di critica e passando di fatto ad aggressioni verbali e volgarità varie.
Ciò a valere anche per responsabili di testate giornalistiche e di trasmissioni televisive e radiofoniche che a volte ospitano coloro che non vorrebbero più sentir parlar di caccia e lo fanno con affermazioni lesive della dignità dei cacciatori.
Questa ordinanza è particolarmente interessante poiché d’ora in avanti le Associazioni Venatorie, potranno agire nelle opportune sedi per tutelare la dignità dei propri associati, quando questi verranno fatti oggetto di epiteti offensivi.

La testimonianza resa dalla Signora è semplice: si è stesa in spiaggia ed all’arrivo del cinghiale è rimasta immobile nella speranza che il suide di grandi dimensioni andasse oltre. Ed invece il cinghiale ha pensato bene di avvicinarsi e rifilarle un morso invece di curiosare su un cartone di pizza vicino alla sfortunata vittima.
La malcapitata ha iniziato ad urlare e dopo poco è anche intervenuta una pattuglia della Polizia Locale ma ormai ha potuto solo chiamare un’albulanza per accompagnare la Signora all’ospedale per le cure del caso.
Le è stato somministrato un antitetanico e dovrà sottoporsi ad antibiotico per alcuni giorni e sottoporsi al ciclo di vaccinazioni per l’antirabbica a scopo precauzionale non sapendo se il suide ne fosse affetto.
La Signora ha segnalato che poco prima era in compagnia di una coppia con un neonato sul passeggino e il cinghiale avrebbe potuto anche aggredire il neonato.
E’ ormai purtroppo sempre più frequente la presenza di cinghiali nelle spiagge non solo a Genova ma anche in altre parti d’Italia e come è apparo evidente da questo episodio la convivenza tra umani e cinghiali non è affatto naturale e pericolosa.

Le nomine del Comitato Giovani sono state per Bica Marco, Bonadonna Eugenio, Campo Giuseppe, Curcurù Lorenzo, D’Alessandro Salvatore, Iaccarino Emanuele, Lanzillotta Davide, Marinelli Michele, Occhiuto Francesco, Pala Emiliano, Pennacchia Francesco, Scaccia Simone, Taddei Matteo e Terranova Salvatore.
Questi riunitisi il 21 giugno hanno eletto Presidente del Comitato Salvatore Terranova e Segretario Francesco Occhiuto.
Gli obiettivi del Comitato Giovani di ANUU Migratoristi sono da subito ben chiari:
Per questi due obiettivi sarà fatto largo uso dei mezzi di comunicazione tradizionali e quelli più moderni utilizzati dai giovani quali i social.
Buon lavoro quindi al nascituro Comitato Giovani.

La natura si sa fa tutto da sola e si organizza i proprio secondo dinamiche scritte da millenni. Ove c’è una consistente presenza di prede, il predatore prima o poi arriva anche se il lupo è tutt’altro che animale cittadino.
I lupi “romani” sono stati segnalati a pochissima distanza da Labaro e Prima Porta, dunque praticamente in città. E sono li ovviamente, perché li ci sono i cinghiali. Si stimano una quarantina di lupi tra le aree di Formello, Sacrofano e Campagnano di Roma e gli ululati notturni non mancano di tenere svegli i residenti.
Al seguito dei cinghiali inoltre i lupi non disdegnano affatto l’attacco a capre e pecore, molto diffuse nell’interland della capitale d’Italia.
Al momento il parco di Vejo ha attivato un percorso di monitoraggio con l’uso di fototrappole. Si stanno allestendo alcune aree con reti antilupo a protezione del bestiame.

Oggi alcune cose sono cambiate.
Per gli appassionati della cinofilia, in particolare quelli che inseguono la starna selvatica, forse inseguono un mito e quei paesi ove i ceppi sono ancora decisamente selvatici, hanno contingentato i prelievi.
Ma è anche cambiata di pari passo l’etica del cacciatore, che adesso guarda più alla soddisfazione venatoria svolta su selvatici impegnativi che al carniere, che il selvatico impegnativo non ti concede mai.
Ma per molti è anche cambiato il portafogli, un pò più vuoto rispetto ad alcuni anni fa.
La Sardegna con le sue riserve di caccia offre la caccia ad una specie unica e solo qui presente, la pernice sarda, che nel suo ambiente di macchia mediterranea, è selvatico estremante competitivo per qualsiasi cane da caccia. Un’esperienza di caccia in riserva all’inseguimento delle pernici sarde non è inferiore a nessuna esperienza venatoria su analoghi selvatici, con il vantaggio che un viaggio di caccia cosi organizzato ha un costo ben inferiore ad andare in un paese dell’Est Europa.
In ultimo non tutti sanno che nelle riserve di caccia della Sardegna per la selvaggina stanziale non esiste silenzio venatorio e questa può essere cacciata anche di martedi e venerdi. Cosa non da poco per chi con una breve vacanza vuole dedicare tre giorni di caccia consecutuvi alla pernice sarda.
Proprio per questa ragione è stata inserita la riserva di caccia PEDRA e NAE 1.200 ettari di macchia mediterranea della Gallura ove mentre ricercate la “sarda” potrete trovare una lepre o involare una beccaccia, anch’essa cacciabile (escluso il martedi ed il venerdi).
Oltre a ciò colombaccio e tordi per una esperienza venatoria del tutto completa. E se avete ambizioni superiori, il velocissimo cinghiale sardo è l’altra specie cacciabile presente in riserva.
Un ultimo particolare non di poco conto in particolare per i vostri ausiliari. La caccia in ambienti rocciosi a volte porta la sgradita sorpresa di incontri con serpenti pericolosi mentre in Sardegna sono del tutto assenti i serpenti velenosi.
Perciò la Sardegna non è solo spiagge e mare favoloso, ma è quanto di più intrigante per il vero cacciatore.

Urbino, 27 giugno 2022, una data che rimarrà impressa per sempre nella memoria dei presenti. In grande stile, come le è proprio, Benelli ha presentato nella prestigiosa sede del Palazzo Ducale di Urbino, il suo gioiello unico ed irripetibile, il MAGNIFICO SET OF FIVE”.
La presentazione è avvenuta alla presenza di Anna Rita Moretti, moglie del Cav. Moretti, Presidente di Benelli e di Elena Gregori Daverio, vedova del critico d’arte Philippe Daverio, che più volte è stato vicino a Benelli, quando l’azienda si è cimentata nella realizzazione di prodotti armieri di elevato pregio.
Da questa data è iniziato il Tour Europeo del Magnifico Set of Five, composto da 5 fucili o per meglio precisare da 5 opere d’arte assoluta. Dopo Urbino, la prossima tappa espositiva sarà Firenze, ove sarà esposto alla 35° Convention del Safari Chapter International, per poi essere presentato a Parigi e Londra.
L’opera ha richiesto una intensissima attività manuale di sublimi artisti, basti pensare che le solo incisioni hanno richiesto 2000 ore di lavoro per ogni fucile. Un lavoro intenso ed appassionante iniziato 5 anni fa e che adesso Benelli ha l’onore di presentare, prima che un fortunato collezionista se lo possa accaparrare.
La penna di un comunicatore della tecnica armiera, avrà evidenti limiti nel descrivere questa eccellenza artistica, ma ciò nonostante il tentativo di raccontarla non verrà meno.
Il Magnifico Set of Five è costituito da 5 fucili semiautomatici: due in calibro 12, due in calibro 20 e uno in calibro 28 contenuti in una elegantissima custodia in pelle, di rara bellezza, interamente realizzata a mano.
La scelta del numero dei fucili e dei calibri riprende una tradizione esclusiva della nobiltà inglese in temi di armi di famiglia: le due del calibro maggiore erano destinate al capofamiglia, le due del calibro 20 destinate alla moglie e quella del calibro 28 al figlio.
I semiautomatici del Magnifico Set of Five, sono realizzati su base Executive, tra le armi già più prestigiose di Benelli, la cui carcassa in acciaio inox è impreziosita per tutta la sua totalità da favolose incisioni. Il termine non è abusato poiché le incisioni sono tracciate e realizzate totalmente a mano, e le scene sono diverse una dall’altra con il comune denominatore che tutte hanno incisa una decorazione di foglie e ghiande di quercia con rilievi in oro rosa.
Per i due calibro 12 l’incisione rappresenta la caccia agli acquatici, con la finezza del disegno di uno specchio d’acqua ove si involano le anatre.

Il calibro 28, il più piccolo dei tre, privilegia invece la caccia ad una specie minuta: la caccia alla quaglia è il tema raffigurato nelle incisioni di questo piccolo calibro.
Il Magnifico Set of Five, è l’eccellenza ineguagliata di Benelli e caratterizza in pieno l’azienda Urbinate: per cui, è quasi superfluo ricordare che i 5 semiautomatici sono dotati del sistema inerziale che da sempre è parte integrante e diremmo DNA stesso della casa di Urbino.
Ammirati noi tutti che eravamo presenti, dallo splendore della visione d’insieme del Magnifico abbiamo in ultimo, dopo l’introduzione del Dott. Bruno Beccaria e le belle parole di Elena Gregori Daverio, prendere rispettosamente tra le mani, rigorosamente dotate di guanti bianchi, gli esemplari. Erano evidenti in tutti noi fortunati presenti, nessuno escluso, le palpitazioni del cuore che saliva in gola, per la ricchezza del decoro e della maestria immessa in ogni dettaglio presente in quest’opera di ispirazione rinascimentale ove la magnificienza italiana del bello si sposa che la a più moderna tecnologia custodita ad Urbino.
Suddividendo in tre parti distinte ogni fucile si può evidenziare come i legni siano con un nobilissimo legno di olio, la cui finitura ad olio è curatissima, come del resto la perfezione delle incassature. Il calcio termina con un calciolo realizzato in corno di bufalo.
La carcassa è interamente scolpita a mano e su essa sia sul lato destro che sinistro spiccano incisioni bellissime, che lasciano ammirati. Solo il guardarle in rigoroso silenzio, alla stessa stregua di quel che si fa per lunghi minuti davanti ad un quadro, consente di apprezzarne lentamente i contenuti e la immensa maestria nel realizzarli.
La meccanica in acciaio inox, pur essendo quella che ha fatto di Benelli l’azienda che è, è ampiamente lavorata da sagaci mani, e le parti in alluminio, metallo meno nobile sono limitate esclusivamente ai tubi serbatoio e guidamolla.
La valigetta è altra esclusiva opera d’arte totalmente realizzata mano in cuoio pregiato all’interno della quale campeggia un un cameo con l’incisione de La dama con l’Ermellino di Leonardo da Vinci, simbolo inegiagliato dell’italica genialità. Anche in suo omaggio, il design della custodia è un trionfo di strutturazione degli ingombri, finalizzata al contenimento i 5 fucili ed al suo trasporto. La valigettapresenta due gambe pieghevoli per l’appoggio di campagna.
Quando Benelli ha invitato ad Urbino gli addetti della comunicazione venatoria per la presentazione del Magnifico Set of Five, nessuno di noi si rendeva conto di quello che avremmo potuto vedere, e forse non eravamo nemmeno preparati a cotanta magnificienza, ma ci è sembrato come un immenso regalo esclusivo, dato che come recita l’elegante libretto che accompagnava l’evento, il Magnifico Set of Five … è il primo dei cinquantanni di storia di Benelli e l’unico dei prossimi cento anni.
Noi ve lo abbiamo raccontato così, al meglio delle potenzialità della nostra penna, sapendo che al Magnifico Set of Five non siamo riusciti a dare la rappresentazione che merita. Ci scuserete.
SCHEDA TECNICA DEL MAGNIFICO SET OF FIVE
Calibri: 12; 20; 28
Camera: 76 mm / 3″ – per tutti i calibri
L.O.P.: 360 mm per il cal. 12 e il cal. 20; 350 mm per il cal. 28
Piega al nasello: 37 mm – per tutti i calibri
Piega al tallone: 55 mm – per tutti i calibri
Tubo serbatoio: fisso
Capacità: 2 cartucce
Calcio e asta: noce europeo selezionato Grado 5 finito a olio
Attacchi magliette portacinghia: a scomparsa sull’astina
Smontaggio astina: con meccanismo a leva
Calciolo: corno di bufalo zigrinato a mano
Carcassa: acciaio inox
Manetta otturatore: pieghevole
Lunghezza di canna: 70 cm / 28″ per il cal. 12 e il cal. 20; 65 cm / 26″ per il cal. 28
Strozzatura: ** / IM (cal. 12) fissa; *** / M (cal. 20 e 28) fissa
Lunghezza cono di strozzatura: 8 cm / 3”
Finiture: marcatura lucidata e brunita sul lato sinistro: Benelli Armi S.p.A. – Urbino-Made in Italy Bindella: flat non ventilata arabescata a mano
Mirino: oro
Incisioni: realizzate a mano con soggetti venatori dedicati per ogni calibro e castoni in oro rosa.
Componenti metallici: bruniti e lucidati a mano, recanti le ultime due cifre del numero di serie
Peso dei semiautomatici:
3,350 kg per il cal. 12;
2,751 kg per il cal. 20;
2,600 kg per il cal. 28.

Il disciplinare di nuova adozione, che rimarrà operativo sino ad eventuale sostituzione, prevede che la caccia di selezione alla specie cinghiale si svolga in esclusiva nel territorio sottoposto a gestione venatoria ma anche al di fuori degli orari e dei periodi previsti dalla normativa. Esso è comunque subordinato al parere di ISPRA.
Il disciplinare attualmente in utilizzo prevede che la caccia in selezione al cinghiale in Regione Abruzzo possa essere esercitata a partire da un’ora prima del sorgere del sole. Questa attività può essere esercitata per un massimo di cinque giorni alla settimana, esclusi i giorni di martedi e venerdi.
Possono essere altresì richiesti interventi per ridurre il numero di cinghiali laddove gli stessi arrechino danno al patrimonio agricolo.
Il nuovo disciplinare aggiunge importanti elementi di novità: è possibile il prolungamento dell’orario di prelievo dei cinghiali sino alle ore 24 ed il parallelo ricorso a strumenti di amplificazione della visione notturna quali visori termini, ad infrarossi o fari.
Per la prima volta in Regione Abruzzo è previsto l’utilizzo di un’arma a basso impatto, quale l’arco.
L’Assessore Imprudente ha evidenziato l’importanza che ISPRA abbia ritenuto valide e positive tutte le proposte che certo contribuiranno ancor di più a contenere la specie.
Presso l’azienda AATV Montenero, che si estende su circa1000 ettari nel comune di Todi in Umbria, è iniziato oggi 2 luglio il 54° Campionato Italiano Trofeo S. Uberto a Squadre Organizzato dalla Federcaccia Nazionale in collaborazione con Federcaccia Umbra che si concluderà domani domenica 3 luglio 2022.
Ospiti di G&G Hunting Services, a cui la famiglia Todini ha affidato l’incarico gestionale dell’azienda, l’importantissima manifestazione sportiva si avvale di un territorio meraviglioso di poggi, boschi, siepi e distese infinite di campi coltivati che fanno sognare i grandi cinofili appassionati delle razze continentali e inglesi sia da ferma che da cerca.
Oltre 140 i concorrenti iscritti alla finale del Campionato, organizzati in squadre, in rappresentanza di venti regioni italiane e selezionati nelle gare di qualificazione provinciali e regionali svoltesi nella passata primavera.
La sovrintendenza tecnica della manifestazione è affidata all’esperienza consumata di Luigi Chiappetta, Vice delegato e Coordinatore della
Commissione nazionale nel Settore cinofilia, che sarà affiancato nell’occasione da Alessandro Barbino, membro umbro della stessa commissione.
Il compito di curare i rapporti tra Federcaccia Nazionale – nella persona del Presidente della Commissione Sportiva Aldo Pompetti – e quella Regionale è mirabilmente assolto da Giulio Piccioni, Vice Presidente regionale con delega alle attività sportive che si avvale della collaborazione del Segretario Regionale Giampiero Morosi.
Riguardo al profilo tecnico la gara si svolge sotto la direzione del Delegato Alberto Dandolo e ciascuna delle quattro batterie sarà giudicata dai Giudici Federali Specializzati Sigg. Bandolieri Iader di Forlì- Cesena, Caponi Roberto di Rieti, Fabbri Marco di Firenze e Tirelli Fiorenzo di Benevento.
Per il raduno e per le rituali operazioni organizzative nei due giorni di campionato è stato scelto l’Hotel Tuder di Todi.
Questa importante occasione sportiva è soprattutto motivo di particolare soddisfazione per i federcacciatori umbri che possono ospitare con orgoglio, nelle terre dove è cresciuto e maturato, il nostro Presidente Nazionale Massimo Buconi che coglierà certo questa occasione per rinnovare il patto di intesa e di collaborazione con i dirigenti di Federcaccia regionale e con i rappresentanti delle Istituzioni che hanno assicurato la loro presenza in occasione dei momenti più significativi di questo week end.
Todi 2 luglio 2022
L’Ufficio Stampa di Federcaccia Umbra
FACE ha attivato per questa campagna una piattaforma (www.SignForHunting.com in Inglese, Francese e Tedesco, le lingue usate ufficialmente dalla Commissione europea) per invitare le principali Istituzioni politiche europee a “lavorare con i cacciatori” per la caccia e la conservazione.
L’80% delle leggi e dei regolamenti che riguardano la caccia e la conservazione provengono da Bruxelles.
Sulla piattaforma si trovano esposte in 9 punti le richieste che i cacciatori europei avanzano alle Istituzioni affinché affrontino il necessario cambiamento su argomenti chiave relativi alla caccia e alla conservazione.
Eccole:
La campagna risponde al numero crescente di problemi che per i 7 milioni di cacciatori europei provengono dalle politiche di Bruxelles. Ha lo scopo di evidenziare e risolvere questi problemi, allontanarsi da una tendenza a trovare solo difetti nella caccia e riconoscerne il valore per la biodiversità e l’unione delle culture in tutta Europa.
Intervenendo alla presentazione della campagna, il presidente di FACE Torbjörn Larsson ha dichiarato: “Stiamo affrontando sfide senza precedenti, in particolare con proposte redatte a porte chiuse per i cacciatori europei. Questa campagna è un significativo passo avanti per invitare i responsabili politici di Bruxelles a cambiare rotta e lavorare con noi!”.
Durante la conferenza stampa è stato evidenziato come molte ONG internazionali portino avanti spesso campagne su questioni politiche, ma questa è la prima nel suo genere per i cacciatori europei.
Una campagna rivolta verso l’esterno consente ai cacciatori di parlare ed essere ascoltati.
Federazione Italiana della Caccia ti invita a firmare anche tu la petizione e a farla firmare da più persone possibile, cacciatori e non cacciatori, che condividono il nostro ruolo e il nostro impegno per la conservazione della natura e una caccia sostenibile.
Farlo ti prenderà solo pochissimi minuti ed è estremamente semplice, dovendo inserire solo il tuo nome e cognome e una casella di posta elettronica attiva. Il sistema invierà una mail all’indirizzo da te indicato e sarà sufficiente cliccare sul link contenuto per completare l’operazione validando la tua firma.
Meno di 5 minuti del tuo tempo si possono trasformare in qualcosa di concreto per la caccia in Europa e nel nostro Paese.
FIRMA E FAI FIRMARE CLICCANDO SULL’IMMAGINE:
Tratto da federcaccia.org

Adesso il Consiglio Federale ha rimosso lo stop in particolare a seguito di un lettere circostanziata inviata alla o stesso del WWF. In essa si evidenzia come la caccia ai trofei di tipo legale, di fatto fornisce un reddito che è molto importante pe le popolazioni locali che compensa anche le perdite agricole derivate dai danni da fauna selvatica.
Senza questi flussi finanziari derivati dalla caccia grossa operata da facoltosi cacciatori, si sviluppare il bracconaggio senza fondi per contrastarlo aumenterebbe anche per ridurre i danni.
Tale decisione, che sposa concetti più volte espressi dalle associazioni venatorie internazionale, è stata contestata in Svizzera da alcune decine di piccole associazioni ambientaliste.

L’interrogazione verteva in particolare sulla consistenza stimata del numero di cinghiali nella penisola oltre che sulla possibilità di attivare misure straordinarie per contenere la popolazione nazionale, per andare incontro anche alla richiesta del commissario Straordinario Ferrari e di molte amministrazioni regionali.
Il Ministro ha rendicontato sulla attuale attività.
Ispra si è attivata per aggiornare le banche dati relative agli abbattimenti dei cinghiali sia effettuati durante la stagione di caccia sia con il controllo faunistico, al fine di aggiornare la consistenza stimata della specie in Italia.
La situazione è ritenuta critica e occorre intervenire con mezzi straordinari; la criticità e la possibilità di coinvolgimento di soggetti abilitati al controllo è stata di fatto avallata anche dalla stessa Corte Costituzionale ed a seguito di ciò il Governo sta valutando alcuni interventi normativi volti a rendere più incisiva la riduzione della consistenza numerica dei cinghiali in tutta la nazione e rispondere quindi all’attuale emergenza. Cingolani ha riferiti che su questo aspetto si è aperto un confronto tra Governo e Regioni al fine di valutare la revisione dell’articolo 19 della legge 157/92, in modo da autorizzare il contenimento della specie cinghiale anche negli ambienti urbani o comunque fortemente interessati dalla presenza del cinghiale ed aumentare il numero dei soggetti che possono operare per tale attività oltre quelli definiti dal suddetto articolo di legge.
Cingolani ha infine confermato che esiste una ulteriore ipotesi di lavoro che è quella di verificare la possibilità di una specifica modifica della legge negli aspetti relativi ai calendari venatori con l’ampliamento del periodo temporale della stagione di caccia al cinghiale.
L’annuncio della immissione sul mercato è recentissimo e non fornendo altri specifici dettagli si può presumere che sia solo un cambio d’abito e tutte le caratteristiche e gli elementi che la rendono così apprezzata siano in effetti invariati a partire dai calibri che attualmente nella versione non camo sono il .243 Winchester, il .270 Winchester, il .30-06 Springfield, il .300 Winchester Magnum, il .308 Winchester, il 6,5mm Creedmoor, il 6,5 Prc ed il 7mm Remington Magnum.

La FACE ha specificatamente due contestazioni da fare.
La prima è relativa al fatto che nonostante le ripetute sollecitazioni di FACE sono occorsi all’European Food Safety Authority sette mesi per rendere disponibili i dati sui quali si sta basando la proposta restrittiva del piombo nelle munizioni. Ciò ha comportato il fatto che la ocnsultazione si è chiusa ancor prima che FACE potesse acquisirli e studiarli. Lo stesso garante civico a cui FACE si è rivolta ha dichiarato che l’accesso ritardato equivale ad un accesso negato.
La seconda contestazione è relativa al fatto che secondo FACE la Commissione Europea è andata oltre le proprie competenze chiedendo ai menbri del NADEG di prendere contatto con le autorità nazionali per chieedere che venisse espresso un voto positivo su quella che era una bozza di regolamento. NADEG è infatti un organo di pura consulenza scientifica e non può essere utilizzato per influenzare il voto degli stati membri.
Il presidente di FACE Torbjörn Larsson è stato categorico affermando che la Commissione UE non ha rispettato la necessaria trasparenza e chiede quindi che venga riaperta la consultazione così che tutti i soggetti interessati possano esprimere le loro valutazioni.

Così questa mattina il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ai microfoni di “24 Mattino – Le interviste” su Radio24 parlando della peste suina. Alle domande di Simone Spetia, conduttore della seguitissima trasmissione, il sottosegretario non si è nascosto dietro a giri di parole e ha sottolineato con decisione come l’Italia stia affrontando due emergenze legate alla specie cinghiale: una la PSA, l’altra l’eccessiva presenza di selvatici con conseguenti danni arrecati alle produzioni agricole e sempre crescenti rischi per l’incolumità delle persone.
“Bisogna ristabilire il giusto equilibrio – ha detto Costa – e c’è bisogno dell’intervento dell’uomo”.
Un intervento che il sottosegretario ha individuato nell’azione dei cacciatori. Dopo aver ricordato che in Piemonte nelle zone interessate dalla febbre suina sono stati già abbattuti oltre 500 cinghiali grazie a selettori e cacciatori abilitati, ha aperto la strada anche ad altre tipologie di intervento e di prelievo sottolineando “ovviamente col coinvolgimento dei cacciatori che in questo momento sono nostri alleati in questa battaglia”.
“Ringrazio veramente di cuore il sottosegretario Costa per le sue parole, pronunciate non in un incontro riservato a pochi addetti ai lavori dove avrebbero potuto assumere il valore di una semplice lusinga, ma pubblicamente, ai microfoni di una trasmissione che va in onda in un’ora di altissimo ascolto ed è seguita in tutta Italia” ha dichiarato il Presidente Nazionale di Federcaccia Massimo Buconi.
“È insieme un attestato di fiducia nella serietà del nostro ruolo di membri della società attivi al fianco delle Istituzioni e della comunità e un riconoscimento a quanto i cacciatori fanno come gestori dell’ambiente – ha concluso il Presidente – Un segno, insieme ad altri, che finalmente sui temi dell’ambiente le Istituzioni e la politica stanno passando dall’ideologia alla concretezza”.
Tratto dal sito federcaccia.org

Il Ministero della Transizione Ecologica ha chiesto all’Unione Europea di rivedere i KC della fauna migratoria e già questo non è andato giù ad alcune associazioni ambientaliste.
Di concerto il governo intenderebbe presentare alla Conferenza Stato Regioni una proposta per affrontare la PSA, estendendo la caccia al cinghiale sino a febbraio. Questa ipotesi ha creato preoccupazione e stupore in Lipu e WWF, secondo i quali l’estensione della caccia sino a febbraio stravolgerebbe totalmente i dettami della legge 157/92. Le due associazioni ambientaliste riportano a conferma del proprio pensare uno studio europeo che avrebbe dimostrato conseguenze negative della caccia in braccata sulla consistenza della specie cinghiale.
Lo studio in questione fu a suo tempo chiarito da uno degli autori, che tenne a specificare un concetto: lo studio non sostiene affatto che la caccia in braccata aumenti il numero dei cinghiali, ma altresì evidenzia solamente che questi adeguano i loro comportamenti e si adattano in parte alle condizioni della braccata.
La valutazione di Lipu e WWF è ben diversa: l’adozione del suddetto provvedimento, oltre che a stravolgere la 157/92 non fa altro che soddisfare le richieste del mondo venatorio, di concerto con alcune provenienti dall’associazionismo agricolo. Si afferma inoltre che anche in questa occasione si evidenzia una vicinanza al mondo venatorio dimenticando di fatto la propria missione conservazionistica, scientifica e di tutela delle popolazioni selvatiche.

La ricerca ha coinvolto un gran numero di esperti che su mandato del Ministero della Transizione Ecologica hanno svolto l’approfondita indagine.
La ricerca ha evidenziato come il lupo sia ormai stabilmente attestato su tutti gli ambienti idonei dell’Italia insulare. Ovunque è rilevato in crescita ma questa è più spiccata sull’arco alpino.
L’importante lavoro scientifico di monitoraggio è stato effettuato con più strumenti: avvistamenti con fototrappole, carcasse di ungulato predate, tracce e rinvenimento di carcasse di lupi, rilevamento di escrementi.
Oltre 3.000 addetti hanno partecipato all’imponente monitoraggio, tutto personale formato molti dei quali volontari.
Quello realizzato è un modello innovativo di monitoraggio, che consente di superare le disomogeneità dei precedenti metodi, e che ha anche permesso di standardizzare specifici protocolli, utili per seguire in futuro le dinamiche della popolazione.

Una presentazione, quella del venerdi a caccia village, fatta con tutti i crismi dal Direttore di Progetto di Turismo Venatorio, Riccardo Ceccarelli, che con l’ausilio delle slide, ha evidenziato la crescita del sito internet che si prefigge sin dalla sua pubblicazione di divenire il punto di incontro nazionale tra l’offerta delle riserve di caccia e le aspettative in loro risposte dai cacciatori.
Le aziende agrituristico venatorie presenti al meeting loro riservato, hanno seguito con interesse i numeri di visibilità del sito internet, le performance raggiunte, ed il buon numero dei servizi attivati e dei contatti positivi con i cacciatori che sono giunti alle aziende già presenti dallo scorso anno nel progetto.
Riccardo Ceccarelli ha inoltre evidenziato nella seconda parte della relazione, una serie di nuove attività che saranno posto in essere a breve e medio termine, volte ad intensificare i contatti tra cacciatori e riserve di caccia ed aumentare la notorietà delle stesse.
Il Meeting è terminato con l’assegnazione alle prime tre riserve di caccia classificate del premio “MIGLIOR RISERVA DI CACCIA 2021”. Questa è stata la classifica definitiva:
1 – Monteacuto Miogliola (AL) diretta da Barbara Volpara
2 – Baciano (AR) diretta da Simone Ciuffi
3 – La Lavagnina (AL) diretta da Fabrizio Volpara


L’attività possibile sarà la cattura e l’abbattimento dei cinghiali quale conseguenza della evidente necessità di contenere al meglio la peste suina ormai accertata anche nel Lazio. Il via libera è giunto con l’ordinanza disposta dal Commissario Straordinario Angelo Ferrari.
L’ordinanza dispone che entro trenta giorni dalla sua emissione vengano predisposte le procedure sia per le attività di cattura sia per quelle di abbattimento dei cinghiali da una cabina di regia che sottoporrà i provvedimenti elaborati ad un team di esperti per la loro approvazione.
L’ordinanza al momento dispone lo stop all’interno del Grande Raccordo Anulare ed all’interno delle aree naturali protette oltre che disporre il censimento degli allevamenti suinicoli, comprensivi di quelli che allevano eventualmente cinghiali a scopo alimentare.
Il coordinamento delle future attività sarà effettuato da ASL, Comando dei Carabinieri Forestali e le altre forze di Polizia. Le aziende sanitarie avranno il compito di disporre abbattimenti dei suini degli abbattimenti familiari. Ulteriormente l’ASL dovrà disporre il controllo rigoroso del divieto di immissione per ripopolamento per sei mesi dall’ordinanza.

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